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Home Problemi condominiali

I disturbi da rumore dell’impianto di riscaldamento

Marzo 18, 2026
in Problemi condominiali
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rumore

young adult couple looking angry, stressed and annoyed, covering both ears to a deafening noise, sound or loud music

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Limiti, cause e soluzioni del rumore provocato dagli impianti di riscaldamento nei palazzi

L’impianto di riscaldamento può generare rumore attraverso diverse componenti. Principalmente la caldaia, le circolatori/pompe, la rete di tubazioni, i radiatori o terminali e le valvole termostatiche. Il rumore può essere continuo, intermittente o impulsivo, a seconda delle fasi di funzionamento dell’impianto. Le criticità maggiori si verificano negli edifici condominiali con centrali termiche in prossimità degli appartamenti, con colonne montanti che attraversano camere da letto, e a causa della velocità elevata del fluido termovettore. Le tipologie di rumore generate possono essere di diverse tipologie.

LE TIPOLOGIE DI RUMORE

Meccanico, traente origine da circolatori, motori elettrici e ventilatori della caldaia. Tale rumore possiede le seguenti caratteristiche: frequenze 63 – 250 Hz e viene percepito come un ronzio continuo.

Idraulico, che viene originato dallo scorrimento dell’acqua nelle tubazioni, da variazioni di pressione e da turbolenze. Esso è caratterizzato da frequenze tra i 250 ed i 1000 Hz, viene percepito come scroscio o fruscio ed è tipico degli impianti con portata troppo elevata.

Derivante da dilatazione termica, che trae origine da dilatazione delle tubazioni, dall’attrito nei passaggi murari e dal contatto con strutture rigide, di tipo impulsivo, che viene percepito come ticchettii o colpi e che risulta molto frequente negli impianti centralizzati.

Aerodinamico (caldaie a condensazione), originato dal ventilatore del bruciatore e dai flussi di combustione, con frequenze caratteristiche tra i 250 ed i 2000 Hz.

Lo spettro acustico tipico degli impianti di riscaldamento, a seconda dei componenti che lo originano può essere di diverse tipologie di banda di frequenza:

–  di 63Hz definita di livello medio con pompe circolari;

–  di 125Hz di livello medio/alto con origine da motori elettrici.

–  di 250 Hz di livello alto con origine da flusso di acqua e tubazioni;

–  500 Hz di livello medio con origine da turbolenze

– di 1000 Hz di livello medio/basso con origine da radiatori

– di 2000 Hz di livello basso derivante da fruscii residui

Il picco principale è normalmente tra 125 e 250 Hz.

I livelli sonori tipici degli elementi costituenti gli impianti di riscaldamento sono riportati come segue:

  • la caldaia domestica con un livello tipico di 40 – 55 dB (A),
  • la pompa di circolazione con livello tipico di 35 – 40 dB (A),
  • i radiatori con livello tipico di 20 -35 dB(A),
  • la centrale termica con livello tipico di 50 – 70 dB (A)

LE CAUSE DEL RUMORE

Il disturbo viene spesso amplificato dalla trasmissione nelle tubazioni. Il rumore generato dagli impianti di riscaldamento si può propagare per via:

Strutturale in maniera molto frequente attraverso le staffe delle tubazioni, gli attraversamenti nei solai e il contatto diretto con murature. Le tubazioni funzionano come guide di vibrazione.

Idraulica, in base alla quale le vibrazioni possono propagarsi nel fluido, determinando amplificazione del rumore, ed anche propagazione a grandi distanze nell’impianto.

Aerea, Secondaria rispetto alle altre, ma presente e percepibile nei locali caldaia, nei vani tecnici e nelle centrali termiche.

Le cause principali dei problemi acustici determinati dagli impianti di riscaldamento possono essere attribuibili a una velocità eccessiva del fluido, la quale provoca turbolenze e fruscii nelle tubazioni. Ma anche ad un sovradimensionamento della pompa, che può generare vibrazioni e rumore continuo.

Altre cause sono la mancanza di disaccoppiamento tra le tubazioni che vengono fissate rigidamente alle strutture e le dilatazioni termiche non compensate a causa dell’assenza di giunti di dilatazione e di supporti scorrevoli o la presenza di aria nell’impianto, causata da gorgoglii e da rumori intermittenti.

Gli interventi di mitigazione da introdurre per ridurre la rumorosità degli impianti di riscaldamento sono:

  • La riduzione velocità fluido con i seguenti valori consigliati per colonne montanti ≤ 1.5 m/s e con distribuzione ≤ 1 m/s il disaccoppiamento tubazioni mediante l’utilizzo di collari antivibranti e di supporti elastici.
  • L’installazione di giunti antivibranti tra la pompa e le tubazioni, tra la caldaia e la rete. Il bilanciamento idraulico atto a ridurre le turbolenze e le differenze di pressione. L’eliminazione dell’aria nell’impianto mediante l’installazione di sfiati automatici e separatori d’aria.

Le buone pratiche progettuali da introdurre sono volte a dimensionare correttamente le pompe di circolazione, limitare la velocità dell’acqua, prevedere giunti antivibranti, isolare le tubazioni nei passaggi murari, utilizzare collari antivibranti, installare valvole di bilanciamento, evitare contatti rigidi con le strutture e prevedere adeguata manutenzione dell’impianto

La criticità maggiore è rappresentata dalla trasmissione strutturale lungo le tubazioni, che può propagare il disturbo in tutto l’edificio.

LEGGI ANCHE
Quando l’impianto di condizionamento fa rumore: soglie, limiti e cause

Antonio Restaino
Antonio Restaino Architetto, tecnico competente in acustica
erasas2022@gmail.com
Tags: Aperturariscaldamentorumore

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