I dati del mercato immobiliare in Italia per il 2026 sono a dir poco incoraggianti. Nei primi due mesi dell’anno infatti i segnali sono ancora di una forte crescita che arriva addirittura dopo un 2025 da record, quindi ancor più significativa. Diversi studi infatti registrano già a gennaio e febbraio un forte interesse, con compravendite in aumento per numero e, ovviamente, un conseguente aumento dei prezzi che però non sembra essere un freno a questa corsa all’acquisto. Ma, se possibile, gli affitti registrano numeri ancora migliori grazie all’attività degli affitti brevi e del turismo capace di conquistare non solo le grandi metropoli ma anche piccole città e comuni.
Mercato Immobiliare 2026 in Italia: i dati e le previsioni
Partiamo con i numeri del 2025. Lo scorso anno le transazioni sono state 750mila, con un +5% rispetto al 2024 trainato dagli affari a Roma e Milano oltre che ad un forte interesse per tutti gli immobili nelle zone legate al turismo, dalla montagna al mare, senza alcuna distinzione. Numeri secondo alcuni osservatori difficili da ripetere in questo 2026, i dati però del primo bimestre raccontano però un’altra realtà.
L’interesse è infatti ancora salito, soprattutto grazie all’arrivo di numerosi compratori ed investitori stranieri attirati dai recenti vantaggi fiscali (per chi porta denaro nel nostro paese) ma anche dal sempre maggiore appeal dell’Italia nel mondo, grazie anche alle Olimpiadi invernali dimostratesi una preziosa cassa di risonanza.
Le compravendite, stando ai più recenti modelli di analisi, portano ad un numero complessivo vicino agli 800 mila, secondo alcuni esperti poco sotto (790 mila), secondo altri un filo superiore (810 mila). A farla da padrone sempre le due principali città, Roma e Milano malgrado l’inevitabile crescita dei prezzi, prevista tra il 4% ed il 4,5%.
Ma, quali sono i motivi di questa ulteriore fiammata? Il primo è nella convinzione degli investitori della solidità del mattone come forma di sfruttamento dei loro capitali. Il secondo è legato alle condizioni favorevoli dei finanziamenti bancari, mutui e prestiti. Il terzo all’interesse di molti italiani, proprietari di più immobili, di incassare. Insomma ci troveremmo nelle condizioni sociali ed economiche perfette con una gran voglia di comprare ed l’altrettanto concreto desiderio di vendere.
Se queste previsioni fossero confermate nei prossimi mesi l’Italia sarebbe leader in Europa per crescita nel settore immobiliare.
Il mercato delle locazioni poi dovrebbe registrare dati ancora migliori, sempre trainato dall’ormai inarrestabile fenomeno degli affitti brevi diffuso ben oltre le grandi città d’arte. Sono sempre più ad esempio i professionisti in trasferta a preferire questo tipo di soggiorno al classico hotel. Una crescita che però potrebbe avere come freno le recenti proposte di modifica sulle tassazioni con la cedolare secca al 21% ed un’aliquota ancora superiore, al 26% per il settore turistico. Un’altra novità, questa volta positiva e stimolante, potrebbe arrivare dalla normativa più snella e rapida per la gestione degli sfratti per morosità in grado, se confermata, da rimettere sul mercato immobiliare tra gli 80 mila ed i 100 mila appartamenti.
Curiose anche le scelte degli italiani o comunque degli investitori in generale, per quello che riguarda le nuove costruzioni. Le c caratteristiche principali richieste sono la sostenibilità ambientale ed energetica piuttosto che la metratura. Insomma, case magari meno grandi ma più “Green”. Hanno infatti più appetibilità stabili con impianti fotovoltaici dai 3 kwh in su, con il famoso “cappotto” termico etc etc etc. Se poi fosse possibile ottimo avere uno spazio esterno, soprattutto un giardino o almeno un terrazzo (memoria dei lockdown causa Covid) ancora meglio. Per chiudere poi con una richiesta sempre maggiore, questa motivata dal caldo africano che soprattutto d’estate si sta facendo sentire con maggiore frequenza anche In Italia, della piscina.










