La proposta presentata da RE-COND diventa un disegno di legge che punta su trasparenza, formazione e tutela dei condòmini
Il settore condominiale prova a fare un passo avanti verso una più chiara definizione della figura dell’amministratore di condominio. È questo il messaggio emerso con forza dall’evento che si è svolto presso l’Hotel Saint Martin di Roma, dove RE-COND, la Rete amministratori immobiliari e condominiali nata pochi mesi fa e presentata ufficialmente nella Capitale il 27 marzo scorso, ha illustrato il progetto di legge per l’introduzione del RUNAC, un Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio. Un tema aperto da decenni che ha visto nel corso degli anni innumerevoli proposte per l’istituzione di un albo vero e proprio e poi (come nella recente proposta di legge Gardini, ritirata formalmente a inizio anno) di un registro più snello.
Non si è trattato di un semplice incontro associativo, ma di un appuntamento che, per contenuti e partecipazione, ha mostrato la volontà di una parte rilevante del comparto di aprire una nuova fase: quella della maggiore qualificazione della professione, della trasparenza verso i cittadini e del contrasto all’improvvisazione in un settore che incide ogni giorno sulla vita di milioni di famiglie.
PRESENTAZIONE RUNAC A ROMA: I PROTAGONISTI DELL’EVENTO
La presentazione del progetto è stata affidata a Giuseppe Rigotti, vicepresidente nazionale di RE-COND, mentre la moderazione è stata curata da Giampaolo Roccamena. Nel corso della manifestazione sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni aderenti alla rete e diversi esponenti di primo piano del mondo condominiale. Tra questi, Isidoro Tricarico in qualità di segretario nazionale di RE-COND, Danilo Gamberoni presidente AP, Giuseppe De Filippis in qualità di presidente nazionale di RE-COND, Nicola Salzano in qualità di presidente di ARAI, Marco Quagliariello presidente nazionale di APICE e della kermesse Condominio in Fiera, Danilo Pacifici di FIARCC e Angelo Lantieri di AMI.
Sul fronte istituzionale, si è registrato l’intervento da remoto del senatore Maurizio Gasparri, mentre in presenza ha partecipato il senatore Marco Scurria, presenze che confermano come il tema della regolamentazione della professione di amministratore stia progressivamente trovando spazio anche nel dibattito politico.



COS’È IL RUNAC E PERCHÉ IL REGISTRO UNICO NAZIONALE DEGLI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO PUÒ CAMBIARE IL SETTORE
Il cuore dell’iniziativa è la proposta di istituire un registro unico nazionale, pubblico e consultabile, nel quale inserire gli amministratori di condominio in possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Secondo quanto illustrato nel corso dell’evento e ribadito nel comunicato stampa diffuso da RE-COND, il registro dovrebbe essere collocato presso il Ministero del Made in Italy con l’obiettivo di offrire ai cittadini uno strumento trasparente per individuare professionisti qualificati.
Il punto centrale, in sostanza, è semplice: in un settore nel quale la fiducia è decisiva, la possibilità di verificare requisiti, formazione e aggiornamento dell’amministratore potrebbe rappresentare un elemento di forte discontinuità rispetto al passato. Ed è proprio questo l’aspetto più interessante. La proposta sul RUNAC non punta soltanto a creare un elenco, ma mira a definire un sistema che premi competenza, continuità formativa e responsabilità professionale.
UN REGISTRO PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO
Nel comunicato stampa diffuso al termine dell’evento, RE-COND ha sottolineato che il disegno di legge nasce con finalità molto precise: garantire trasparenza e tracciabilità nella professione, assicurare standard minimi di formazione e aggiornamento continuo, tutelare i cittadini, contrastare fenomeni di abusivismo e valorizzare il ruolo dell’amministratore di condominio come figura riconosciuta e responsabile. Si tratta di obiettivi che intercettano criticità note a chi opera quotidianamente nel comparto. Il tema dell’abusivismo, ad esempio, non è soltanto una questione ordinistica o associativa, ma ha conseguenze concrete sulla gestione dei bilanci, sulla manutenzione degli edifici, sulla sicurezza e sulla qualità del rapporto fiduciario tra amministratore e condòmini.
In questo senso, la nascita del RUNAC viene presentata dai promotori come una risposta a un’esigenza ormai non più rinviabile: offrire un quadro di riferimento più chiaro in un ambito che interessa, secondo quanto evidenziato nel comunicato, oltre 45 milioni di cittadini che vivono in contesti condominiali.
L’iniziativa ha anche una valenza culturale. Non a caso, nel comunicato diffuso da RE-COND si legge che la proposta non deve essere interpretata come una mera riforma tecnica, ma come un cambiamento più ampio, finalizzato a restituire dignità, riconoscimento e centralità a una professione sempre più strategica.
Ed è proprio qui che il dibattito si fa interessante. L’amministratore di condominio oggi non è più soltanto il gestore della contabilità o delle assemblee, ma una figura chiamata a confrontarsi con sicurezza degli edifici, transizione energetica, contenziosi, appalti, rapporti con i fornitori, innovazione tecnologica e tutela patrimoniale dei condomìni amministrati.
Pensare, quindi, a uno strumento capace di valorizzare davvero la qualità professionale non significa introdurre un mero adempimento formale, ma provare a riconoscere la complessità di un ruolo che negli ultimi anni è cambiato profondamente.
QUESTION TIME SUL RUNAC: IL CONFRONTO CON IL PUBBLICO E I CHIARIMENTI RICHIESTI
Uno dei momenti più significativi della mattinata è stato il question time, che ha consentito un confronto diretto con la platea. In particolare, ha destato interesse l’intervento di Roberto Guidi, vicepresidente nazionale di Assocon Conafi (Associazione italiana condòmini), che ha chiesto delucidazioni sulla proposta presentata nel corso dell’evento. Alle questioni poste hanno risposto direttamente Rigotti e De Filippis, offrendo i chiarimenti richiesti. Un passaggio che merita attenzione, perché mostra come attorno al RUNAC vi sia interesse non solo dal lato delle associazioni degli amministratori, ma anche da parte di chi rappresenta il punto di vista dei condòmini. Ed è probabilmente questo uno dei nodi decisivi dei prossimi mesi: capire se e come il progetto riuscirà a tradursi in uno strumento realmente utile sia per i professionisti sia per i cittadini.
ESEMPIO PRATICO: COSA CAMBIEREBBE DAVVERO PER UN CONDOMINIO CON IL RUNAC
Per comprendere la portata concreta della proposta, basta pensare a una situazione molto frequente. Un condominio deve nominare un nuovo amministratore dopo la scadenza del mandato o a seguito della revoca del professionista uscente. Oggi, nella maggior parte dei casi, la scelta avviene attraverso passaparola, conoscenze personali o presentazioni in assemblea, senza che esista uno strumento pubblico unitario e immediato per verificare in modo semplice i requisiti del candidato.
Con il RUNAC, invece, i condòmini potrebbero consultare un registro pubblico nazionale per accertare l’esistenza dei requisiti previsti, la formazione posseduta e la continuità dell’aggiornamento professionale. Non sarebbe una garanzia assoluta sulla qualità del singolo amministratore, ma certamente costituirebbe un filtro importante contro improvvisazione e opacità.
Un secondo esempio riguarda il caso di un proprietario che acquista casa in una città diversa da quella di residenza e deve interagire con un amministratore che non conosce. Poter verificare i suoi dati in un registro ufficiale significherebbe disporre di uno strumento in più di tutela e trasparenza.
DISEGNO DI LEGGE RUNAC: ORA SI APRE LA FASE PARLAMENTARE
Secondo quanto comunicato da RE-COND, il testo inizierà nei prossimi mesi il proprio iter parlamentare. Sarà quello il vero banco di prova della proposta. Tra enunciazioni di principio e traduzione normativa, infatti, il passaggio è sempre delicato.
Molto dipenderà da alcuni aspetti essenziali: definizione dei requisiti di accesso, modalità di iscrizione, controlli, rapporto con la disciplina delle professioni non organizzate e concreto funzionamento del registro. Sono questi i temi sui quali si misurerà la tenuta del progetto. Per ora, però, il segnale politico e associativo partito da Roma è chiaro: una parte importante del settore chiede che la professione di amministratore di condominio venga collocata dentro un perimetro più definito, più leggibile per il mercato e più rassicurante per i cittadini.
L’evento romano promosso da RE-COND consegna al settore un tema destinato a far discutere. Il Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio si candida a diventare uno degli argomenti centrali del dibattito dei prossimi mesi, non soltanto per le ricadute professionali, ma anche per il suo potenziale impatto sulla vita quotidiana dei condomìni italiani.
La sfida sarà evitare che tutto si riduca a una formula suggestiva. Per essere davvero utile, il RUNAC dovrà trasformarsi in uno strumento serio, accessibile, credibile e capace di distinguere la professionalità autentica dall’improvvisazione. Il confronto, da oggi, è ufficialmente aperto.
Scarica il Documento della Proposta di Disegno di Legge
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