Cosa prevede la legge sui DAE, defibrillatori automatici estarni, che possono essere usati anche da personale non sanitario.
Negli ultimi anni è aumentata sempre di più la diffusione di defibrillatori automatici esterni (DAE) diventando un tema di dibattito anche in ambito condominiale. Uno degli obiettivi del legislatore, ai fini della prevenzione sanitaria, è rappresentato dalla necessità di rendere sempre più capillare la presenza dei dispositivi salvavita (DAE) in tutti i luoghi maggiormente frequentati dalla popolazione.
Molti condòmini che ci scrivono ci chiedono se vi sia un obbligo per il condominio di installare un defibrillatore oppure se la scelta sia solo facoltativa. Per poter rispondere in modo adeguato bisogna analizzare il quadro normativo italiano in materia e le altre indicazioni che provengono al riguardo da altre fonti istituzionali.
La norma di riferimento è rappresentata dalla legge 4 agosto 2021 n. 116 “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici”. La norma introduce un programma nazionale per favorire la diffusione dei defibrillatori automatici e semiautomatici sul territorio italiano, con l’obiettivo di migliorare la tempestività degli interventi in caso di arresto cardiaco.
Dall’esame della norma emerge che l’installazione di un defibrillatore DAE è obbligatoria in numerosi luoghi pubblici e nei mezzi di trasporto, nelle sedi della pubblica amministrazione con almeno 15 dipendenti e aperte al pubblico. La stessa norma introduce i criteri e le modalità per la collocazione e la segnaletica dei dispositivi salvavita.
MA IN AMBITO CONDOMINIALE, IL DEFIBRILLATORE È OBBLIGATORIO?
Dall’esame della norma si può affermare che non esiste alcun obbligo per il condominio di installare un defibrillatore nei condomini. Tutto ciò è confermato anche da diversi approfondimenti giuridici esaminati in quanto i condomìni sono luoghi privati. Nulla toglie, però, ai condomini di poterlo installare negli spazi comuni.
Molti condomini virtuosi negli ultimi anni lo hanno già effettuato decidendolo volontariamente per migliorare la sicurezza dell’edificio condominiale con delle spese minime. La normativa nazionale pur non imponendolo lo incoraggia in contesti privati al fine di favorirne la rapida diffusione.
INSTALLARE UN DEFIBRILLATORE IN CONDOMINIO
Vediamo come può essere installato anche in un condominio un defibrillatore, quali sono le procedure e le regole da seguire. Ovviamente non può farlo direttamente l’amministratore di sua iniziativa, ma occorre una specifica delibera assembleare in quanto rientra nelle innovazioni utili previste dal codice civile finalizzate al migliorare la sicurezza e la tutela dei residenti.
Le maggioranze necessarie, non sono quelle per le innovazioni, ma sono quelle previste dall’art. 1136 del c.c. (maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno 500 millesimi del valore dell’edificio).
Esaminiamo adesso chi effettivamente può utilizzare il defibrillatore una volta che il condominio delibera di acquistarne uno e di posizionarlo negli spazi comuni. La sua collocazione deve essere quella prevista dalle norme di riferimento. Il dispositivo deve essere facilmente individuabile e segnalato da cartellonistica adeguata. Inoltre, la sua presenza, anche in luogo privato, va segnalata alla centrale operativa del 118 del territorio di competenza.
La stessa norma che abbiamo esaminato chiarisce il loro utilizzo da parte dei cittadini privati prevedendo che può essere utilizzato anche da personale non sanitario in casi di emergenza. Ovviamente bisogna prevedere un minimo di informazione e formazione ai condomini per capire le modalità di utilizzo del defibrillatore e non trovarsi impreparati nei casi di necessità, dove ogni secondo è fondamentale per salvare una vita.
Va comunque considerato che i dispositivi di nuova generazione sono progettati per analizzare automaticamente il ritmo cardiaco, per indicare all’operatore le istruzioni da seguire e per erogare la scarica elettrica solo se necessaria. Tutto ciò consente, anche in base alle informazioni diffuse dagli organismi sanitari e dai produttori dei dispositivi stessi, un utilizzo sicuro da parte di persone senza formazione sanitaria, riducendo i rischi di errori.
Pertanto, il tema della cardioprotezione negli edifici condominiali caro a molti cittadini rappresenta una scelta organizzativa e sociale, che può contribuire ad aumentare il livello di sicurezza delle compagini condominiali.
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